Dello Scompiglio

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Bosco

Il Progetto Dello Scompiglio pone da sempre una particolare enfasi alla rigenerazione e allo sviluppo dell’identità paesaggistica e della biodiversità all’interno della Tenuta, in particolare dell’area che dal Parco - caratterizzato da fontane, ninfei e una grande varietà di alberi monumentali –  si espande verso la Collina dell’Uccelliera e il bosco, abbracciando ambienti e forme diverse in un unico giardino.

La cura del bosco Dello Scompiglio è affidata a Francesco Tonelli e Giampiero Bartolomei, boscaioli esperti originari della Media valle del Serchio, la cui storia personale da sempre si intreccia con il mondo delle foreste. A loro si affianca Paolo Carrara, uno dei responsabili dello sviluppo della parte paesaggistica e tree-climber, per interventi mirati di potature e sfoltimento in arrampicata.

“Mio padre - afferma Giampiero Bartolomei - era un boscaiolo. Inizialmente io non l’ho seguito, ma dopo una esperienza lavorativa di dieci anni in fabbrica ho deciso che la mia vita sarebbe stata nel bosco. Dalle mie parti, questi luoghi si chiamano ‘selve’. Si tratta per lo più di castagneti da frutto, che convivono accanto ai cosiddetti boschi cedui. In questi posti mi sento a casa mia e il fatto di tagliare le piante di cui mi occupo non lo vivo come una contraddizione. Ho tagliato dei boschi che negli anni ho visto ricrescere e ne sono felice perché nel far questo ho dato loro forza, poiché tagliando si dona nuova energia alle ceppaie e alle piante stesse”. 

“Il mio amore per il bosco - afferma Francesco Tonelli - esiste fin da quando ero bambino. Mio padre aveva una azienda agricola e frequentava il bosco. Anche se nel mio percorso personale ho frequentato le scuole superiori, prestato servizio militare e lavorato in fabbrica, il bosco non l’ho mai lasciato”.

Una buona gestione del bosco tiene conto di molti aspetti, come la difesa dell’equilibrio idrogeologico e del benessere generale delle specie che lo costituiscono.

Nella Tenuta Dello Scompiglio, la cura di questo particolare ecosistema ha visto una lunga fase di recupero, durante la quale le molteplici forme di vita vegetale che lo popolano sono state liberate dalle specie infestanti - per lo più pini marittimi gravemente colpiti da cocciniglia, ma anche rovi e ailanto - che negli anni avevano preso il sopravvento. Le operazioni di taglio degli alberi avvengono anche oggi in maniera controllata, in modo da non danneggiare la vegetazione sottostante e le cosiddette “matricine”, gli esemplari particolarmente forti e robusti destinati a rigenerare le ceppaie e dare nuova energia al bosco. Un processo lungo e graduale, durante il quale, in un primo momento, c’è stato bisogno di segnalare e liberare le piante una per una. 

“Anni fa – precisa Cecilia Bertoni, ideatrice del Progetto Dello Scompiglio – l’area circostante una delle case oggi usata come foresteria per gli artisti in residenza, era completamente occupata da pini enormi e malati, una presenza molto invasiva che deturpava l’intero paesaggio. Ottenemmo perciò il permesso di abbatterli. Prima di far questo, però, fu messo un segnale di riconoscimento, un fiocco, a tutti gli alberi che dovevano essere salvati. Ciò significava che al momento del taglio gli alberi contrassegnati non avrebbero dovuto essere danneggiati dalla caduta dei pini. Un’opera meticolosa, che però ha dato il via a un metodo di lavoro unico nel suo genere e che negli anni ha dato i suoi frutti”.

Grazie a questo approccio, rispettoso e selettivo, alcune zone hanno cambiato completamente, nel tempo, la loro fisionomia.

“La zona della Vigna di Bosco, dove oggi si possono trovare tanti frassini e ornielli selvatici, - continua Cecilia Bertoni - un tempo era una selva dove era difficile orientarsi, piena di alberi malati, pini crollati e rovi così robusti che potevano essere eliminati solo con il seghetto. Anche il percorso che si snoda lungo la Collina dell’Uccelliera è stato aperto poco a poco, con le cesoie, in mezzo agli sterpi. Talvolta succedeva che le infestanti coprissero interi terrazzamenti, dando l’illusione di spazi pieni e percorribili quando invece c’erano dei vuoti. In un certo senso, la prima volta che abbiamo scoperto il vero volto della Collina dell’Uccelliera è stato bellissimo.”

Ancora oggi, la cura del bosco prosegue con la progressiva sostituzione delle infestanti a favore di specie spontanee come sorbi, frassini, ornielli, roverelle, lecci e in generale querce, agrifogli, mirti, corbezzoli, aceri, ma anche camelie, provenienti principalmente dal vivaio Dello Scompiglio e a specie che si stanno dimostrando in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici.

Ampie zone vengono monitorate con costanza, picchettando le giovani piantine nate spontaneamente. Questo sistema di segnalazione permette di riconoscere fin da subito, nella fase di pulizia, gli esemplari che devono essere preservati, anche quando sono molto piccoli oppure quasi indistinguibili da altre specie, perché privi di fogliame. In questo modo, i nuovi alberi, già ben adattati all’ambiente in cui sono inseriti, potranno crescere liberamente, andando a sostituirsi, nel tempo, alle specie infestanti.

La restituzione di nuovi alberi al bosco ha creato, nel tempo, anche occasioni di condivisione, come durante la Festa degli alberi svoltasi nel novembre 2019, quando tutti i collaboratori del Progetto hanno potuto mettere a dimora di propria mano 270 giovani piante, destinate a popolare alcune delle aree boschive e paesaggistiche della Tenuta. Creando un humus ricco di sostanze nutritive, le specie impiantate al posto dei pini contribuiscono ad accrescere la fertilità del suolo, inoltre offrono rifugio e riparo a una maggiore quantità di animali selvatici, in particolare uccelli. In quest’ottica, sia il parco sia parte del bosco della Tenuta Dello Scompiglio fanno parte della rete ecologica regionale inserita nell’iniziativa Rete Natura 2000, lo strumento a livello europeo per la tutela delle specie di flora e fauna, minacciate o in pericolo di estinzione, e gli ambienti naturali che le ospitano.

La sicurezza del bosco è garantita da misure di salvaguardia e protezione, con la creazione di fasce tagliafuoco e altri sistemi difensivi. Dal lavoro di pulizia si ottengono residui vegetali, frascame e legna. I primi vengono lasciati sul posto, oppure usati nella parte agricola, affinché rigenerino la fertilità del suolo apportando preziose sostanze nutritive; la seconda, dopo essere stata stoccata ed essiccata, viene trasformata in cippato di alta qualità, che alimenta il sistema di riscaldamento di parte degli edifici della Tenuta.

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