5 DICEMBRE 2026, ore19.30
Trio Concept | Vivares
Ai confini del tempo
musiche di Thomas Adès, Olivier Messiaen
Thomas Adès
Catch (1991)
Olivier Messiaen
Quatuor pour la fin du Temps (1941)
I. Liturgie de cristal
II. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
III. Abîme des oiseaux
IV. Intermède
V. Louange à l’Éternité de Jésus
VI. Danse de la fureur, pour les sept trompettes
VII. Fouillis d’arcs-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps VIII. Louange à l’Immortalité de Jésus
Trio Concept
Edoardo Grieco, violino
Francesco Massimino, violoncello
Lorenzo Nguyen, pianoforte
Olivier Vivares, clarinetto
Con Catch di Thomas Adès e il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen, il Trio Concept e Olivier Vivares propongono due opere scritte per un organico particolare – clarinetto, violino, violoncello e pianoforte – e che trattano dello stesso argomento, seppur con prospettive diverse: il tempo. Nelle parole degli interpreti: “Tempo e spazio sono le due dimensioni che da sempre stimolano la riflessione dell’uomo, in un connubio fortemente legato all’idea di esistenza. Da musicisti ci accostiamo in prima istanza all’idea di tempo musicale, per poi accorgerci, mentre suoniamo, che il tempo musicale non può essere scisso dallo spazio in cui la musica prende vita. Prima dei concerti proviamo le sale principalmente con questa finalità: conoscere lo spazio in cui suoneremo e nel quale il tempo della musica si dipanerà. Al di fuori della musica ci sembra possibile anche affermare che non esista spazio senza tempo: ci è difficile immaginare un qualunque spazio senza collocarlo automaticamente in una dimensione temporale, che sia un attimo fuggente, un arco di tempo più lungo, o l’eternità.” In Catch, Thomas Adès si confronta col tempo trasformandolo in un gioco di inseguimenti, presenze ed elusioni. Il clarinetto si muove nello spazio e orbita attorno al trio, lo osserva, lo sfida e infine entra nel suo movimento, nel suo flusso. I ruoli si invertono, gli equilibri mutano e l’ascolto stesso diventa azione. In pochi minuti, il tempo musicale si fa rapido, mobile, quasi teatrale: uno spazio in cui l’energia circola, sfugge e continuamente si ricompone. A questa tensione ludica risponde il Quatuor pour la fin du Temps di Messiaen, una delle opere più profonde e commoventi del Novecento. Composto durante la prigionia del compositore e presentato per la prima volta nel gennaio del 1941 nello Stalag VIII-A, il Quartetto per la fine del tempo di Messiaen non indaga il tempo nella dimensione teatrale della vita, ma lo affronta nella sua dimensione ultima: quella dell’eternità. Il riferimento all’Apocalisse di Giovanni suggerisce l’apertura a un presente assoluto, fuori dalla successione di istanti. Attraverso ritmi ciclici, dilatazioni estreme, ripetizioni e una scrittura spesso priva di sviluppo tradizionale, Messiaen non rappresenta soltanto la fine del tempo: cerca di farne percepire musicalmente il superamento, come ingresso in una dimensione contemplativa, spirituale ed eterna. Tra il gioco di Adès e la visione di Messiaen, il programma traccia un arco che va dal movimento alla sospensione, dall’impulso al silenzio, dalla tensione collettiva all’esperienza interiore. Due opere, la stessa costellazione strumentale e una domanda condivisa: in che modo la musica può trasformare il tempo in uno spazio di ascolto?
Biglietti
intero: euro 18,00
ridotto: euro 15,00
nel biglietto degli spettacoli è incluso l’ingresso a mostre/installazioni e alle opere permanenti
Contatti e prenotazioni
Biglietteria SPE - Spazio Performatico ed Espositivo
tel. +39 0583 971125
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Associazione Culturale Dello Scompiglio
Via di Vorno, 67 – Vorno, Capannori (LU)
tel. +39 0583 971475
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