Dello Scompiglio

Dello Scompiglio

 


Vigne

La natura madre terra

Arrivare a Vorno, camminare allo Scompiglio e vedere una vigna nascosta per anni nei rovi, acquisita e trasformata dall’opera dell’uomo come un ritrovamento storico, quasi uno scavo archeologico. Dopo alcuni anni assaggiare le uve, sentire la loro potenzialità e decidere con la forza di un gruppo di lavoro, non solo manuale ma anche intellettuale, di recuperare e ampliare la base ampelografica di quelle uve per ritrovare la fisionomia di un territorio. Portare nuovamente nei bicchieri i profumi, e il brillare del vino, fondendo la tradizione di quella terra con la conoscenza di oggi per riportare alla vita sapori, gusti e profumi che avrebbero potuto andare perduti. Tutto questo nell’assoluto rispetto di quanto un semplice tralcio di vite messo in questa terra ci dona.

Claudio Gori - Enologo

Il vigneto per noi è il punto di partenza, insieme al suolo e all’ambiente che lo ospita, per fare un grande vino. Ogni vigneto ha la sua storia da raccontare e la sua espressività. Il nostro scopo è proprio quello di permettere ai nostri vini di esprimere con purezza il loro territorio.

Ci piace pensare alla “natura madre terra” come al luogo dove tutto ha avuto inizio, perché ci aveva riservato un dono di cui ci siamo presi cura, senza danneggiare i suoi equilibri e cercando di fare crescere le viti in un habitat autentico e naturale con frutti che esprimano le caratteristiche del territorio.

Riusciamo così a creare un prodotto genuino, di qualità e rispettoso dell’ambiente.

Nella nostra ottica, infatti, il terroir non è solo terra, ma un ecosistema da proteggere, un insieme complesso di fattori che parte dal terreno e comprende anche le condizioni ambientali e quelle chimico-fisiche. La posizione geografica dei vigneti, del tutto particolare, crea infatti un sistema che contribuisce a creare l’identità di ogni vino.

Il terroir di questa zona è inimitabile. I terreni sono molto differenti tra loro a seconda della zona: la parte alta, situata nel bosco, ha terreni ricchi di scheletro e argillosi, quelli della parte bassa sono invece franco-sabbiosi. Alle caratteristiche del suolo si aggiungono quelle del clima: la parte alta è più fresca e asciutta, con ottime escursioni termiche notturne, mentre la parte bassa è più calda e umida, ma con utili correnti d’aria nelle ore più calde. Anche le esposizioni si differenziano, variando da nord-est, a nord-ovest, a pieno ovest. Questa preziosa varietà ci permette di coltivare gli stessi vitigni – Syrah, Sangiovese, Canaiolo e Colorino – in zone differenti, ottenendo diverse espressioni degli stessi.

Ad esempio, il nostro Syrah Alta, coltivato nel bosco, ha un colore rosso rubino intenso, profumi di caffè, tabacco e la caratteristica nota di pepe nero, con una struttura tannica molto decisa. Il Syrah Pura, coltivato nella parte pianeggiante, ha invece un colore rosso rubino brillante, è ricco di note fruttate varietali, come ciliegia e ribes nero, e presenta dei tannini molto vellutati.

Nella nostra cantina il vino viene poi realizzato mantenendo la naturalità del prodotto, ecco perché aggiungiamo pochi solfiti e non usiamo additivi chimici in vinificazione o durante l’imbottigliamento. Infine, vinifichiamo rispettando i tempi che i vitigni richiedono, attendendo i giusti tempi di maturazione e affinamento del vino, senza forzarlo con pratiche enologiche invasive.

Elena De Gioia – responsabile Vigne e Cantina

Vigna Madre

Riportato alla luce dopo anni di abbandono, questo vigneto ha iniziato a dare i primi frutti nel 2006, quando è iniziato anche lo studio approfondito del terreno e delle varietà presenti all'interno.
Il vigneto si presentava in un buono stato sia vegetativo che fitosanitario, nonostante la coltre di rovi e aveva grande variabilità nella composizione: tra i vitigni a bacca nera, il vitigno prevalente è il Canaiolo nero, di cui sicuramente esistono nel vigneto due biotipi diversi. A seguire troviamo, come importanza, i cosiddetti "Colorini". Con questo nome si indicano tradizionalmente in Toscana quei vitigni a polpa colorata o anche bianca ma con una buccia molto spessa e ricca di antociani e che perciò vengono usati in uvaggio con altri vitigni poco ricchi di materia colorante. Abbiamo individuato due diversi colorini, uno tradizionale chiamato Colorino di Lucca e l'altro che sembra essere il cosiddetto Grand Noir. Sono stati poi individuati altri vitigni, tra questi Sangiovese, Ciliegiolo, Malvasia nera, Bonamico, tutti presenti in modo sporadico tranne il Sangiovese.
Considerando l'età del vigneto e il fatto che le piante non sono mai state rimpiazzate, si può affermare che tutto il materiale che si trova al suo interno non è di provenienza clonale, come nei vigneti moderni, bensì massale, proveniente cioè da selezioni che un tempo gli agricoltori e soprattutto gli "innestini" facevano nei vigneti della zona. Questo vuol dire che all'interno del vigneto si trova un patrimonio storico e viticolo che deve essere sicuramente conservato e valorizzato.

Il frutto della Vigna Madre, è il vino Lavandaia, Madre

Vigne Alte

Sotto una coltre di rovi, arbusti e alberi, uno scavo di viticultura archeologica ha fatto emergere, quasi intatto, un appezzamento in collina formato da gradoni tenuti su da muretti a secco. Recuperato e assegnato nuovamente all'antica funzione di vigneto, questo appezzamento costituisce oggi la Vigna di Monte. Dopo un'attenta analisi del terreno, della conformazione e dell'esposizione si è deciso di dedicare questo appezzamento ad un unico vitigno, il Syrah, che da secoli risulta essere coltivato nel territorio italiano e in Lucchesia, tanto che può essere considerato autoctono.

Alla Vigna di Monte si è aggiunta in seguito la Vigna di Bosco, anch’essa coltivata a Syrah, che gode di una diversa esposizione ed è situata a una quota ancora maggiore.

Il frutto delle Vigne Alte, è il vino Lavandaia, Alta

Vigne Basse

Le Vigne Basse - suddivise nell’impianto adiacente alla Cucina Dello Scompiglio e nella Vigna delle Colonne - sono state pensate nell'ottica di amplificare e completare l'idea iniziale della Vigna Madre, vero e proprio "giardino fenologico", in cui sono raccolte le principali varietà autoctone della zona. Perciò in questi vigneti si è deciso di impiantare le stesse varietà della Vigna Madre, derivate dalle piante aziendali stesse, attraverso particolari tecniche di selezione e moltiplicazione; quindi si avranno Syrah, Sangiovese, Colorino e Canaiolo.

Il frutto delle Vigne Basse, sono i vini Lavandaia, Nuova, Lavandaia, Pura, Lavandaia, Bassa, Lavandaia, Giuliva

 

 

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