Dello Scompiglio

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CHIESA DI SAN CRISTOFORO, LUCCA   DALLE ORE 19.00

28 MARZO 2015

 

Ensemble Odhecaton
Polifonie notturne

-
ORE 19.00

Presentazione
di Luca Della Libera

-
ORE 19.30
Concerto

Alessandro Carmignani, Matteo Pigato, Andrea Arrivabene, Gianluigi Ghiringhelli  controtenori
Gianluca Ferrarini, Vincenzo Di Donato  tenori
Marcello Vargetto, Giovanni Dagnino  bassi
Manuel Tomadin  organo
Paolo Da Col  direttore

Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613)
O vos omnes
Peccantem me quotidie
Ave dulcissima Maria
(Sacrarum cantionum quinque vocibus Liber primus, Napoli 1603)

Arvo Pärt (1935)
De profundis (1980) *

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Missa defunctorum a 4 voci e basso continuo (c. 1717) **

Arvo Pärt
Da pacem Domine (2004) *

*brani eseguiti in occasione dell’80° compleanno del compositore
**edizione critica di Luca Della Libera, pubblicata da A-R Editions (www.areditions.com)
L’appuntamento si svolge in collaborazione con l’Associazione San Cristoforo – Art – Philosophy – Science – Spirituality

La chiave per gustare al meglio il concerto di oggi è assaporare nella musica di Gesualdo da Venosa, Alessandro Scarlatti e Arvo Pärt la compresenza di un pensiero musicale ‘antico’ con una sensibilità tutta ‘moderna’, declinata ovviamente in  modo diverso in ciascun autore.

Musicista raffinato, appassionato di caccia, nobile e uxoricida: gli ingredienti per il grande personaggio avvolto nel mito ci sono tutti. Carlo Gesualdo (1566–1613) principe di Venosa appartenne a una delle più ricche famiglie del vicereame spagnolo. La sua produzione è molto limitata: sei raccolte di madrigali, una raccolta di Responsori per la Settimana Santa,  le Sacrarum  Cantionum e alcuni brani isolati: pochissimo, se  paragonata a quella dei suoi con-temporanei. Ascolteremo tre sue composizioni tratte dalle Sacrarum Cantionum (1603): O vos omnes, Peccantem me quotidie e Ave, dulcissima Maria, brani intrisi di malinconia, dolore e inquietudine.

Nello sterminato catalogo di Alessandro Scarlatti (Palermo, 1660 - Napoli, 1725) comprendente opere, oratori, cantate e brani strumentali, la musica sacra sembra essere quantitativamente inferiore se paragonato al repertorio profano. Scarlatti, tuttavia, scrisse composizioni da chiesa lungo l’intero arco della sua vita professionale, svoltasi tra Roma e Napoli. Egli rivisitò la grande civiltà rinascimentale sottoponendola a una radicale trasformazione, in modo del tutto originale. Le circostanze per le quali Scarlatti compose la Missa defunctorum non ci sono note. La forte compattezza della partitura è ottenuta anche dalla scelta di soluzioni che derivano dalla messa ciclica rinascimentale, vale a dire l’uso dello stesso materiale ritmico melodico nelle varie sezioni, anche se non in tutte. Scarlatti utilizza anche il tetracordo discendente, “topos” del lamento, presente più volte nel corso della partitura.
Echi della tradizione madrigalistica si trovano in alcuni momenti “descrittivi”, come nel versetto Et de profundo lacu nell’Offertorio. Il Lacrimosa è un distillato di commozione allo stato puro: difficile rimanere impassibili ascoltando questi pochi minuti di musica grondante emozioni profonde.

La vicenda e la fortuna di Arvo Pärt rappresentano un caso forse unico nel panorama della creatività contemporanea. Il grande compositore estone, che festeggia nel 2015 ottant’anni, ha da sempre coltivato un profondo interesse per la spiritualità attraverso un personale recupero della grande civiltà vocale medievale e rinascimentale. Pärt è protagonista di un successo che va al di là della cerchia di appassionati cultori della musica d’oggi, e che tocca anche un pubblico più vasto. Le ragioni forse risiedono proprio nel recupero di un vocabolario che, almeno in superficie, affonda le sue radici nella grande tradizione ‘antica’. Il concerto prevede due suoi  lavori,  De profundis (1980) e Da pacem Domine (2004). Il primo è immerso in un’atmosfera ipnotica e arcaicizzante, realizzata attraverso la ripetizione di moduli ritmico-melodici che presentano micro-variazioni; il secondo è un grande affresco nel quale la dimensione ritmica è quasi del tutto annullata in favore della luminosità degli impasti timbrici. (Luca Della Libera)


Ensemble Odhecaton
Un’«entrée fracassante» nel mondo della polifonia rinascimentale, secondo le parole della rivista francese «Diapason». L’ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni dei più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la sua lettura mobile ed espressiva della polifonia. L’ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501. Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale europea tra Quattro e Seicento. Odhecaton riunisce alcune delle più scelte voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica sotto la direzione di Paolo Da Col. L’ensemble ha registrato dodici CD, dedicati rispettivamente a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, ai maestri della Picardie, ai compositori spagnoli e portoghesi attivi nel Seicento nelle isole Canarie, a Palestrina, Monteverdi, Carlo Gesualdo e Orlando di Lasso. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: diapason d’or de l’année, 5 diapason (Diapason), choc (Classica), disco del mese (Amadeus e CD Classics), cd of the Year (Goldberg). Odhecaton ha prodotto l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell’attore Enrico Bonavera e le scene disegnate da Lele Luzzati. Negli ultimi anni Odhecaton ha rivolto grande parte del proprio impegno interpretativo alla musica sacra di Palestrina, Orlando di Lasso, Gesualdo da Venosa, Claudio Monteverdi e al repertorio contemporaneo (Sciarrino, Scelsi, Pärt, Rihm). Nell’anno 2010 Odhecaton ha conseguito due diapason d’or con le registrazioni O gente brunette e Missa Papae Marcelli di Palestrina; quest’ultimo CD (con il quale, secondo Le Monde, “les Italiens d’Odhecaton ont détruit l’icône pour mieux rendre Palestrina à la vie”) ha ottenuto un successo unanime presso la critica. Il CD di Odhecaton dedicato alla Missa In illo tempore di Claudio Monteverdi (Ricercar), insignito dei premi diapason d’or de l’année, choc e grand prix international de l’Académie du disque lyrique, contiene la prima registrazione mondiale di tre mottetti inediti del compositore. Nel 2014 Odhecaton ha prodotto due CD: la registrazione integrale dei Mottetti di Gesualdo a cinque voci (diapason d’or settembre 2014) e Roland de Lassus, Biographie musicale vol. IV, La vieillesse (Musique en Wallonie, 5 diapason gennaio 2015).


Paolo Da Col  
direttore
Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali al Conservatorio di Bologna e musicologici all’Università di Venezia, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca. Ha fatto parte per oltre vent’anni di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di S. Petronio di Bologna e l’Ensemble Istitutioni Harmoniche. Dal 1998 dirige l’ensemble vocale Odhecaton, oltre a guidare altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco. È docente del Conservatorio di Trieste. Collabora con Luigi Ferdinando Tagliavini alla redazione della rivista L’Organo, in qualità di critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate, dirige il catalogo di musica dell’editore Arnaldo Forni di Bologna, è curatore di edizioni di musica strumentale e vocale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica. Collabora all’edizione critica delle opere di Gioachino Rossini.


 

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