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Terra e foresta

Vigna Madre

Riportato alla luce dopo anni di abbandono, questo vigneto ha iniziato a dare i primi frutti nel 2006, quando è iniziato anche lo studio approfondito del terreno e delle varietà presenti all'interno.
Il vigneto si presentava in un buono stato sia vegetativo che fitosanitario, nonostante la coltre di rovi e aveva grande variabilità nella composizione: tra i vitigni a bacca nera, il vitigno prevalente è il Canaiolo nero, di cui sicuramente esistono nel vigneto due biotipi diversi. A seguire troviamo, come importanza, i cosiddetti "Colorini". Con questo nome si indicano tradizionalmente in Toscana quei vitigni a polpa colorata o anche bianca ma con una buccia molto spessa e ricca di antociani e che perciò vengono usati in uvaggio con altri vitigni poco ricchi di materia colorante.
Abbiamo individuato due diversi colorini, uno tradizionale chiamato Colorino di Lucca e l'altro che sembra essere il cosiddetto Grand Noir.
Sono stati poi individuati altri vitigni, tra questi Sangiovese, Ciliegiolo, Malvasia nera, Bonamico, tutti presenti in modo sporadico tranne il Sangiovese.
Considerando l'età del vigneto e il fatto che le piante non sono mai state rimpiazzate, si può affermare che tutto il materiale che si trova al suo interno non è di provenienza clonale, come nei vigneti moderni, bensì massale, proveniente cioè da selezioni che un tempo gli agricoltori e soprattutto gli "innestini" facevano nei vigneti della zona. Questo vuol dire che all'interno del vigneto si trova un patrimonio storico e viticolo che deve essere sicuramente conservato e valorizzato.

Canaiolo Nero
Il Canaiolo è il tipico vitigno che ha sempre accompagnato il Sangiovese negli uvaggi del Chianti ed è diffuso in tutta l'Italia centrale come vitigno complementare. Agronomicamente non è un vitigno vigoroso ma tende a volte a portare un carico d'uva eccessivo, a danno della qualità del vino e in particolare dell'intensità e stabilità del colore, che è sempre stato considerato, spesso a torto, il suo punto debole. La maturazione avviene nella terza epoca, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Le caratteristiche floreali e morbide del suo bouquet rendono più rotonde certe spigolosità del Sangiovese, specie nei vini giovani. Questa grande uva gestita in maniera adeguata, dona vini eleganti con una estrema longevità.

Sangiovese
Il Sangiovese è il vitigno fondamentale del Chianti e della Toscana in generale, anche se è ormai ben diffuso a livello nazionale ed internazionale. In Toscana è la componente principale, a volte unica, di importanti DOCG come Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Carmignano, Morellino di Scansano. Antiche propagazioni per seme, mutazioni accumulate per diverse interazioni con l'ambiente e pressioni selettive con scopi enologici diversi hanno favorito l'espressione di un'ampia variabilità intravarietale per cui il Sangiovese può realmente essere definito un "vitigno popolazione". È una varietà vigorosa, abbastanza "plastica", ovvero si adatta bene a potature diverse. Predilige climi asciutti e terreni non fertili, tollera vento e siccità. Le sue espressioni più originali si hanno su terreni a matrice calcarea. Vinificato in purezza trova la sua massima espressione. Vino di colore rosso rubino mai troppo intenso, complesso al naso con note floreali tipiche quali la viola e di frutti rossi come la prugna matura. E' un vino che spesso necessita di un lungo affinamento in legno per raggiungere la giusta morbidezza e gradevolezza.

Colorino
Vitigno da colore tradizionalmente diffuso sulle Colline Lucchesi, ha una maturazione piuttosto precoce. Per molti decenni, questo vitigno è stato adoperato in forma appassita come compagno del Sangiovese, per dare maggior colore al Chianti. Attualmente se ne è ridotto notevolmente l'utilizzo grazie ad una maggiore selezione del Sangiovese, ma anche all'ingresso nella composizione del Chianti di uve alloctone quali Cabernet Sauvignon e Merlot. Alcuni produttori sono riusciti però, grazie ad un'accurata selezione clonale, ad ottenere dal Colorino alcuni risultati di rilievo, utilizzandolo anche in purezza.


Vigna Alta

Sotto una coltre di rovi, arbusti e alberi, ancora uno scavo di viticultura archeologica, quasi intatto un appezzamento in collina formato da gradoni tenuti su da muretti a secco. Abbiamo deciso di recuperare questo luogo e di destinarlo nuovamente all'antica funzione di vigneto. Dopo un'attenta analisi del terreno, della conformazione e dell'esposizione si è deciso di dedicare questo appezzamento ad un unico vitigno, il Syrah, vitigno che da secoli risulta essere coltivato nel territorio italiano e in Lucchesia, tanto che può essere considerato autoctono.

Syrah
Il Syrah è considerato una delle uve rosse più nobili, un fatto chiaramente confermato dalla capacità di dare grandi vini, longevi, complessi, densi e ricchi di personalità. L'origine del Syrah è piuttosto incerta, tuttavia l'ipotesi più ricorrente ritiene che quest'uva sia originaria del medio oriente. Se le sue origini sono ancora incerte, rimane comunque la certezza che il Syrah era già coltivato e usato per la produzione dei vini nella Valle del Rodano già ai tempi dell'Impero Romano. Proprio nella Valle del Rodano sono ancora oggi prodotti straordinari vini con il Syrah, considerati come solidi riferimenti dell'enologia mondiale. Il Syrah è anche noto per il suo tipico aroma di pepe nero, una caratteristica che in quest'uva - quando coltivata con criteri di qualità e in particolari zone o condizioni climatiche - è così evidente che è praticamente impossibile non percepire in mezzo al suo ricco repertorio di aromi. Il Syrah è un'uva a maturazione piuttosto tardiva, si sviluppa in grappoli piuttosto compatti e con acini allungati di colore scuro. La composizione aromatica del Syrah è piuttosto ricca e, più di molte altre uve, risente fortemente dalle condizioni ambientali, colturali e climatiche.


Vigne Basse

Le vigne basse sono state pensate nell'ottica di amplificare e completare l'idea iniziale della Vigna Madre, vero e proprio "giardino fenologico", in cui sono raccolte le principali varietà autoctone della zona. Perciò in questi vigneti si è deciso di impiantare le stesse varietà della Vigna Madre, derivate dalle piante aziendali stesse attraverso particolari tecniche di selezione e moltiplicazione; quindi si avranno Syrah, Sangiovese, Colorino e Canaiolo.

Cucina Dello Scompiglio

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La Cucina, subito fuori le mura della Tenuta, è sempre aperta prima e dopo gli spettacoli allo SPE per pranzare, fare merenda, prendere l’aperitivo o cenare nei suoi spazi interni ed esterni.


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