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Arti Performatiche

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Tradizione e individualità

Questo progetto vuole essere la prosecuzione di un cammino intrapreso qualche anno fa quando si è costruito un percorso basato sul concetto di "origine" inteso in senso ancestrale e/o come memoria storica, e sull'importanza della sua ricerca da parte dell'uomo moderno come processo imprescindibile per una completa conoscenza di se stesso e di ciò che lo circonda. 
In questa occasione i due artisti Francesca Breschi e Antonio Caggiano, ognuno con le proprie peculiarità e competenze, intraprendono un viaggio in cui esplorano solo alcune delle possibili ipotesi su un mondo, quello della nostra tradizione orale italiana o di altri Paesi, che si apre inaspettatamente a diverse considerazioni ed interpretazioni.

Francesca Breschi propone un percorso, uno fra i tanti possibili, all'interno della più pura tradizione orale, andando a ricercare le radici originali dalla viva voce e i suoni dei suoi veri interpreti, per poi spostarsi verso possibili riletture o nuove scritture che vadano a utilizzare le "matrici modali" del materiale della tradizione senza snaturarne l'essenza ma cambiandone la funzione e marcandone i propri segni distintivi. Così antichi "modi" di tradizione si confrontano e intersecano con nuove scritture affidate a giovani musicisti senza dimenticare figure come Rosa Balistreri o Giovanna Marini, compositrice e grande ricercatrice che, insieme a Diego Carpitella, Gianni Bosio, Roberto Leydi, Alan Lomax e Bernard Lortat-Jacob, fu tra i primi che aprirono la strada alle nuove generazioni di giovani e validissimi etnomusicologi del calibro di Pietro Sassu, Francesco Giannattasio, Tullia Magrini, Maurizio Agamennone e Ignazio Macchiarella. Proprio a quest'ultimo, in occasione della giornata dedicata alla Sardegna, è affidato il compito di illuminarci su quanto questi repertori di tradizione orale che ancora oggi ad un orecchio profano possono apparire semplici, banali e quasi ingenui, siano in realtà una stratificazione di sapere pluricentenario che ha cercato in modo continuo di coniugare il concetto di estetica con quello di etica e siano in realtà portatori di una grande e potente complessità senza la quale siamo destinati a diventate esseri "sradicati" e senza "storia".

La ricerca di Antonio Caggiano, interprete del repertorio contemporaneo, va nella direzione di un superamento delle categorie di "alto" e "basso" applicate alla musica e all'arte in genere, dove per alto si intende appunto la musica "colta" come la classica e la contemporanea e per "basso" la musica popolare. Questa classificazione forse utile a chi ha l'esigenza di schematizzare per poter meglio comunicare è assolutamente dannosa per i musicisti che distinguono solo fra la musica buona e quella cattiva. Come appunto si potrà ascoltare nel concerto di musica italo-brasiliana brasiliana MIRAMARI - Sincretismo di suoni e culture dove le categorie di "alto" e "basso" convivono meravigliosamente fondendosi e arricchendosi vicendevolmente, annullando così qualsiasi tipo di classificazione.  L'Omaggio a Luciano Berio"l'alto" si nutre del "basso" e il repertorio popolare diventa fonte preziosa di informazioni e di suoni che determinano la forma dell'opera. I suoni ancestrali mescolati ai suoni elettronici danno vita, nel "Progetto Lomax", ad una musica che non vuole essere una riproposizione colta delle modalità espressive documentate dal grande etnomusicolo americano ma cerca di risalire ad un concetto di espressività "necessaria".

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